Parona, divieto di consumare uova locali dal 2011

Dal 2011 a #Parona Lomellina è in vigore il DIVIETO di consumare uova e carni  di galline e pollame vario derivanti da allevamenti a conduzione famigliare situati nel territorio del Comune.

Lo scopo è di scongiurare il PERICOLO di assumere alimenti con concentrazioni di #DIOSSINE superiori a quanto previsto dalle normative a tutela #salute dei cittadini.

Le diossine sono sostanze tossiche e cancerogene che provocano linfomi, tumori, malattie tiroidee, endometriosi, diabete, danni al sistema  immunitario, emopoietico e riproduttivo.

Questo divieto è in vigore dal 2011 perché le criticità ambientali locali non sono cambiate da allora e ci domandiamo: quanti cittadini di Parona, ma non solo, ne sono a conoscenza?

L’ordinanza di riferimento la nr 40/2011 del 29/12/2011 che si può consultare sul sito del Comune di Parona al link: https://www.comune.parona.pv.it/it-it/amministrazione/atti-pubblicazioni/ordinanze/2011/

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Inceneritore di Parona, terza linea: PERCHE’ ?

Si torna a parlare della costruzione della terza linea dell’#inceneritore di  #Parona Lomellina che dovrebbe andare in funzione nel 2022: ma PERCHE’?

Grazie all’introduzione della #racolta differenziata, l’impianto già lavora a metà regime e importa rifiuti provenienti da altre regioni meno virtuose per mantenersi in vita: producendo sempre meno indifferenziata a livello locale, PERCHE’ continuare sulla strada dell’importazione e dell’incenerimento di rifiuti da altre regioni per mantenere in vita l’#inceneritore, progettando addirittura di ampliarlo a breve con un’altra linea?

Non sarebbe forse più opportuna una pianificazione territoriale virtuosa che diversifichi le attività di selezione e pretrattamento dei #rifiuti al fine di RECUPERARE i materiali?

E chissà che gli inquinanti che si propagano dalle combustioni smettano di inquinare

 

 

 

 

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insufficienza respiratoria e polmonite: fanghi o fantascienza?

Nella bassa bresciana come nel pavese, i fanghi sono di casa…

Ni giorni scorsi due operai sono stati intossicati durante lo spandimento dei fanghi a Gottolengo (BS):  hanno accusato un improvviso malessere con forti giramenti di testa, nausea e  insufficienza respiratoria

Intervenuta la polizia locale  e ARPA non sono state accertate irregolarità

Di poco tempo prima l’allarme POLMONITE batterica – sempre nella bassa bresciana – che i Comuni e i residenti suppongono derivi dai fanghi di defecazione, ma che l’Ats avrebbe escluso dalla lista dei colpevoli dell’epidemia

Queste le conseguenze nell’immediato  dallo spandimento di fanghi su terreni AGRICOLI dove si coltivano mais, barbabietole, cereali e riso : assurdo pensare alle conseguenze successive sulla SALUTE collettiva?

https://www.bresciatoday.it/cronaca/gottolengo-fanghi-defecazione-operai-intossicati.html

 

 

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345 incendi in un anno: Italia in fiamme!

da maggio 2017 a maggio 2018 sono stati 345 gli incendi che hanno DEVASTATO la nostra bella Italia e compromesso la nostra SALUTE.

345 incendi con un unico tema comune: il RIFIUTO da smaltire e giacente in impianti di gestione rifiuti, discariche, compattatori, isole ecologiche, impianti di compostaggio, aree abusive di abbandono di rifiuti… nulla  è sfuggito alla morsa rovente che riguarda tutto il paese, isole incluse

345 incendi, quasi uno al giorno, ovunque in Italia: FOLLE !

Nel link di sotto la mappatura

La mappa aggiornata dei Roghi: https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=161jpf5rE6AzK0-xis9Euh7DJAlg&ll=41.75150794654188%2C11.906282499999975&z=6

La mappa degli incendi!

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SANNAZZARO, il 26 ottobre parliamo di RIFIUTI: la locandina e i relatori dell’evento

Nella Sala Lunghi della Biblioteca Comunale di Sannazzaro de’ Burgondi (Pv) in via Giuseppe Mazzini 80 si svolgerà una serata a tema “RIFIUTI”

Invitiamo i cittadini a partecipare: parleremo di RIFIUTI perché tra la raccolta differenziata con sacco unico, gli spargimenti di FANGHI e l’inizio lavori della DISCARICA di AMIANTO in una zona a VOCAZIONE AGRICOLA sembra si sia perso il punto di vista primario: la tutela della nostra SALUTE e dell’AMBIENTE che ci circonda.

Teniamo alta l’attenzione con una serata che affronti queste tematiche e non diamoci per vinti, ma soprattutto RifiutiAMOci di SUBIRE passivamente! Combattiamo la cecità istituzionale e la cecità di molti cittadini che ancora giustificano certe politiche scellerate, informandoci e informando.

Parliamo di RIFIUTI il 26 ottobre ore 21 a Sannazzaro de’ Burgondi (PV), partecipiamo numerosi

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Inertizzare e riutilizzare l’AMIANTO? si può! La storia di MICROWASTE

Nel settore della bonifica opera da una paio d’anni Microwaste, una startup di I3P l’incubatore universitario italiano di Torino, per affrontare in modo ecologico su scala nazionale e internazionale, il problema dei rifiuti contenenti #AMIANTO

La startup converte i rifiuti contenenti amianto in un materiale SICURO mediante impianti mobili, basati su tecnologia a microonde. Il processo di inertizzazione consiste nel riscaldamento ad alte temperature dell’amianto (1000-1500 0C), che ne modifica completamente la sua struttura chimica e lo rende INNOCUO per l’uomo e l’#AMBIENTE. Tale trattamento permette di eliminare completamente la cancerogenicità di questo materiale e si trasforma in Atonit, che, aggiunto al cemento, crea un o speciale composto da costruzione con proprietà simili al cemento pozzolanico.

Meglio che finire in discarica?

https://www.tekneco.it/ambiente/amianto-da-rifiuto-a-risorsa-l-idea-di-microwaste

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Gli INCENDI non si fermano: Milano come Mortara, Parona,Corteolona e non solo

la sera del 14 ottobre Milano invasa dal fumo di un incendio in zona Quarto Oggiaro

Il sindaco Giuseppe Sala ammette il problema delle ECOMAFIE: “Non ho mai provato a dire che il problema della mafia e delle ecomafie non esiste qui, anzi, esiste qui come altrove. Se ne parla poco”.

Parliamone dunque!

http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2018/10/16/incendiforte-odore-fumo-in-zone-milano_25a9b781-78bf-4f86-8503-cbff5423342f.html

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FANGHI e idrocarburi: è un successo?

Partiamo dalle origini:

nel 1992 il limite di IDROCARBURI consentito nei fanghi per NON DANNEGGIARE la SALUTE collettiva era stato di 50 mg per kg di sostanza secca

nel 2017 questo limite fu portato dalla giunta Maroni a a 10.000 mg per kg di sostanza secca (200 volte in più rispetto il valore soglia del 1992).

65 coraggiosi comuni del lodigiano e del pavese fecero ricorso al Tar che nel 2018 diede loro ragione.

Regione Lombardia fece ricorso al ricorso in parallelo allo sciopero delle ditte fanghiste di ritirare il dovuto. La soluzione alternativa individuata di stoccare i fanghi nel sito di Corteolona avrebbe dato autonomia sino a metà novembre

Di questi giorni l’inserimento nel Decreto Genova dell’art 41 che definisce il limite di idrocarburi nel fango NON essicato pari a 1000 mg per kg, che in termini di fango secco diventa 5.000 – 7.000 mg/kg (100 volte in più rispetto il valore soglia del 1992).

Contenti i fanghisti che riprenderanno presto la loro attività, analizzando loro stessi i fanghi da spandere nel terreno.

Meno contenti i comuni che hanno ripreso la lotta a tutela dei SALUTE pubblica in 59.

Ma soprattutto: è stato davvero un SUCCESSO ?

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