da TelePavia del 22/02/2019

Numerose associazioni ambientaliste e comitati di cittadini, uniti nel gruppo denominato “RifiutiAMOci”, hanno promosso una petizione online sul sito change.org contro la costruzione della terza caldaia dell’inceneritore di Parona. Solo il 20% dei rifiuti che passano dall’inceneritore di Lomellina Energia, infatti, provengono dalla provincia di Pavia.

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A come Accanimento

Accanimento territoriale, di questo si può parlare nella provincia di Pavia: una provincia a VOCAZIONE AGRICOLA più spesso alla ribalta per questioni ambientali poco virtuose.

Nella provincia di Pavia sono presenti due #inceneritori – a Parona Lomellina e Corteolona – che invece di pensare a essere dismessi per correre verso una gestione “rifiuti zero” (http://www.zerowasteitaly.org/), saranno presto ampliati per bruciare rifiuti provenienti da altre regioni.

Molte le aziende che gestiscono #fanghi e a breve un nuovo colosso sarà attivo in quel di Mortara, insediamento NON voluto dai cittadini ma che comunque presto entrerà in funzione.

Ai piedi di una delle più grandi raffinerie d’Europa – a Ferrera Erbognone – si è autorizzata una delle più grandi discariche di #amianto europee, NON voluta dai cittadini ma che comunque presto entrerà in funzione, pur con ricorsi pendenti.

Non manca neanche la #radioattività: a Parona Lomellina sono stipati da anni rifiuti radioattivi che attendono di avere una collocazione consona al loro grado di pericolosità e l’acqua di Mortara negli anni scorsi ha avuto presenze di cesio 137 giudicate non pericolose.

Sempre a Parona Lomellina ricordiamo che dal 2011 vige il divieto di mangiare uova delle proprie galline a causa dei costanti elevati livelli di #diossina presenti.

E non dimentichiamo i numerosi incendi spontanei di #rifiuti che hanno caratterizzato gli ultimi anni, in particolare a Mortara e Corteolona.

A come Accanimento quindi, accanimento al degrado di una terra bellissima sempre più violata dagli interessi umani poco lungimiranti nel curarla e conservarla.

 

 

 

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Fanghi radioattivi a Mortara (PV) dal 2008 al 2015

Dopo il riso all’amianto e quello ai fanghi, un’altra specialità culinaria si affaccia sulla nostra tavola: il RISO RADIOATTIVO.

Dobbiamo però parlare al passato perché sembrerebbe che dal 2015 la prelibatezza sia andata esaurita con lo spandimento su 196 ettari di TERRENO AGRICOLO  di #fanghi radioattivi, frutto di 5.000 tonnellate di percolato bresciano al cesio 137, omaggiato anni prima al depuratore di Mortara e lì mal gestito.

A completezza, per l’Agenzia Regionale per la PROTEZIONE dell’ambiente –  ARPA –  il pericolo radioattivo per la #salute non sussiste.

Quindi buon risotto e buon appetito ….

per approfondimenti:  https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2019/01/17/news/mortara-acque-radioattive-per-sette-anni-nel-depuratore-1.17663527

https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2019/01/23/news/l-acqua-contaminata-dal-cesio-usata-per-riso-pesci-e-carni-1.17684515?ref=fbfpp

 

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