B come Bioaccumolo

Si parla sempre più spesso di ” bioaccumolo “, ma cos’è ?

Il bioaccumolo è il processo attraverso cui sostanze tossiche inquinanti – come per esempio le DIOSSINE  – si insediano e si accumulano nell’organismo in concentrazioni superiori a quelle riscontrate nell’ambiente circostante. Questo accumulo può avvenire per via respiratoria, ingestione o semplice contatto, in funzione del tipo di sostanza.

La pericolosità della diossina è dovuta alla persistenza negli ecosistemi in quanto non si volatizza con l’aria né si scioglie con l’acqua: trasportata dalle correnti atmosferiche, in virtù della sua volatilità, ricade in zone anche molto distanti da quella di origine, contaminando l’acqua ed il terreno, per poi passare nell’alimentazione animale e da qui all’uomohttp://www.my-personaltrainer.it/salute/diossina.html

ricordiamo a questo proposito:

Mortara, Corteolona e Parona: il TRIANGOLO della diossina:

Parona, divieto di consumare uova locali dal 2011

 

 

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A come Accanimento

Accanimento territoriale, di questo si può parlare nella provincia di Pavia: una provincia a VOCAZIONE AGRICOLA più spesso alla ribalta per questioni ambientali poco virtuose.

Nella provincia di Pavia sono presenti due #inceneritori – a Parona Lomellina e Corteolona – che invece di pensare a essere dismessi per correre verso una gestione “rifiuti zero” (http://www.zerowasteitaly.org/), saranno presto ampliati per bruciare rifiuti provenienti da altre regioni.

Molte le aziende che gestiscono #fanghi e a breve un nuovo colosso sarà attivo in quel di Mortara, insediamento NON voluto dai cittadini ma che comunque presto entrerà in funzione.

Ai piedi di una delle più grandi raffinerie d’Europa – a Ferrera Erbognone – si è autorizzata una delle più grandi discariche di #amianto europee, NON voluta dai cittadini ma che comunque presto entrerà in funzione, pur con ricorsi pendenti.

Non manca neanche la #radioattività: a Parona Lomellina sono stipati da anni rifiuti radioattivi che attendono di avere una collocazione consona al loro grado di pericolosità e l’acqua di Mortara negli anni scorsi ha avuto presenze di cesio 137 giudicate non pericolose.

Sempre a Parona Lomellina ricordiamo che dal 2011 vige il divieto di mangiare uova delle proprie galline a causa dei costanti elevati livelli di #diossina presenti.

E non dimentichiamo i numerosi incendi spontanei di #rifiuti che hanno caratterizzato gli ultimi anni, in particolare a Mortara e Corteolona.

A come Accanimento quindi, accanimento al degrado di una terra bellissima sempre più violata dagli interessi umani poco lungimiranti nel curarla e conservarla.

 

 

 

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Fanghi radioattivi a Mortara (PV) dal 2008 al 2015

Dopo il riso all’amianto e quello ai fanghi, un’altra specialità culinaria si affaccia sulla nostra tavola: il RISO RADIOATTIVO.

Dobbiamo però parlare al passato perché sembrerebbe che dal 2015 la prelibatezza sia andata esaurita con lo spandimento su 196 ettari di TERRENO AGRICOLO  di #fanghi radioattivi, frutto di 5.000 tonnellate di percolato bresciano al cesio 137, omaggiato anni prima al depuratore di Mortara e lì mal gestito.

A completezza, per l’Agenzia Regionale per la PROTEZIONE dell’ambiente –  ARPA –  il pericolo radioattivo per la #salute non sussiste.

Quindi buon risotto e buon appetito ….

per approfondimenti:  https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2019/01/17/news/mortara-acque-radioattive-per-sette-anni-nel-depuratore-1.17663527

https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2019/01/23/news/l-acqua-contaminata-dal-cesio-usata-per-riso-pesci-e-carni-1.17684515?ref=fbfpp

 

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Parona e 8 anni di rifiuti radioattivi

Era in 2011 quando arrivarono da Ambivere (BG) i #rifiuti #radioattivi che ancora stazionano in un capannone della Intals a Parona Lomellina (PV).

120 tonnellate di rifiuti radioattivi- Radio 226 – che sembrerebbe siano conservati  in cassoni coperti da teli, inadeguati da quando sono arrivati.

Della loro esistenza si cominciò a occuparsene solo quattro anni più tardi MA solo di recente è stata definita una collocazione ritenuta più sicura per la salute pubblica e per l’ambiente, decidendo di trasferirli a poche centinaia di metri in un capannone che è stato attrezzato per accogliere rifiuti radioattivi e che in parte fungerà anche da magazzino….

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo la burocrazia, che non trova il giusto  equilibrio: se è vero che è stato deciso il trasferimento è vero anche che ancora non è stato attuato e a Parona Lomellina, oltre alla #diossina dell’#inceneritore e i #fanghi agli #idrocarburi possiamo aggiungere anche i #rifiuti #radioattivi tra gli ingredienti dei prodotti alimentari tipici locali.

…  e buon appetito a tutti

 

 

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2022: anno nuovo, inceneritore nuovo

Ebbene sì, il 2022 si avvicina e così pure la data termine per la realizzazione della terza linea dell’inceneritore di Parona Lomellina (PV).

In una zona già provata dal punto di vista ambientale, a dispetto dell’incremento della #raccolta differenziata, si continueranno a IMPORTARE #rifiuti da altre regioni per poter mantenere la nascente terza torre.

Diossine e polveri sottili, malattie respirato­rie, cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologichetassi, malattie tumorali ….   non sono argomenti sufficientemente persuasivi per abbandonare il progetto: il business deve andare avanti.

Economia Circolare, recupero dei materiali, gestione virtuosa dei rifiuti rimangono un tabù.

Ma i CITTADINI cosa ne pensano?

 

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Parona, divieto di consumare uova locali dal 2011

Dal 2011 a #Parona Lomellina è in vigore il DIVIETO di consumare uova e carni  di galline e pollame vario derivanti da allevamenti a conduzione famigliare situati nel territorio del Comune.

Lo scopo è di scongiurare il PERICOLO di assumere alimenti con concentrazioni di #DIOSSINE superiori a quanto previsto dalle normative a tutela #salute dei cittadini.

Le diossine sono sostanze tossiche e cancerogene che provocano linfomi, tumori, malattie tiroidee, endometriosi, diabete, danni al sistema  immunitario, emopoietico e riproduttivo.

Questo divieto è in vigore dal 2011 perché le criticità ambientali locali non sono cambiate da allora e ci domandiamo: quanti cittadini di Parona, ma non solo, ne sono a conoscenza?

L’ordinanza di riferimento la nr 40/2011 del 29/12/2011 che si può consultare sul sito del Comune di Parona al link: https://www.comune.parona.pv.it/it-it/amministrazione/atti-pubblicazioni/ordinanze/2011/

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Inceneritore di Parona, terza linea: PERCHE’ ?

Si torna a parlare della costruzione della terza linea dell’#inceneritore di  #Parona Lomellina che dovrebbe andare in funzione nel 2022: ma PERCHE’?

Grazie all’introduzione della #racolta differenziata, l’impianto già lavora a metà regime e importa rifiuti provenienti da altre regioni meno virtuose per mantenersi in vita: producendo sempre meno indifferenziata a livello locale, PERCHE’ continuare sulla strada dell’importazione e dell’incenerimento di rifiuti da altre regioni per mantenere in vita l’#inceneritore, progettando addirittura di ampliarlo a breve con un’altra linea?

Non sarebbe forse più opportuna una pianificazione territoriale virtuosa che diversifichi le attività di selezione e pretrattamento dei #rifiuti al fine di RECUPERARE i materiali?

E chissà che gli inquinanti che si propagano dalle combustioni smettano di inquinare

 

 

 

 

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Import Parona

L’#inceneritore di #Parona, uno dei più vecchi della Lombardia, obsoleto e sottoutilizzato grazie a una raccolta #differenziata sempre più diffusa INVECE di essere DISMESSO o RICONVERTITO adesso IMPORTA #rifiuti da altre regioni del sud per mantenersi attivo! La terra dei fuochi del nord non accenna a migliorare la GRAVE situazione ambientale, nel silenzio collettivo

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