Riso e Fanghi dalla Lomellina, sempre più presenti sulle nostre tavole

Continuano i lavori nell’impianto di trattamento #FANGHI di Mortara, non graditi dalla cittadinanza che confida nel buon esito del ricorso presentato dal Comune al Tar e che dovrebbe avere riscontro nel prossimo mese di Febbraio.

NON DIMENTICHIAMO che questo di Mortara è un impianto autorizzato a produrre fanghi in un provincia con un territorio che ha il RECORD degli spandimenti, ove vengono sparsi un quinto del totale dei fanghi prodotti a livello NAZIONALE (2 milioni di tonnellate) e la metà dell’intera Lombardia (800 mila tonnellate l’anno)!

A circa 15 km di distanza da Mortara, a Lomello fervono intanto i preparativi per la ripresa attività della Cre che proprio a Febbraio dovrebbe riprendere i lavori di inertizzazione dei fanghi derivanti dai depuratori civili con la loro distribuzione in campagna quali fertilizzanti.

Ricordiamo anche che i primi cinque centri per spandimenti al momento sono #Gambolò (47.910 tonnellate all’anno), #Mortara (35.398), #Vigevano (31.231), #Garlasco (26.333), #Tromello (25.563).

Siamo gli unici ad avere il dubbio che in una zona a VOCAZIONE AGRICOLA come la provincia di Pavia, si sia perso di vista l’obiettivo della tutela della #salute e dell’#alimentazione collettiva ?

 

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Parona e 8 anni di rifiuti radioattivi

Era in 2011 quando arrivarono da Ambivere (BG) i #rifiuti #radioattivi che ancora stazionano in un capannone della Intals a Parona Lomellina (PV).

120 tonnellate di rifiuti radioattivi- Radio 226 – che sembrerebbe siano conservati  in cassoni coperti da teli, inadeguati da quando sono arrivati.

Della loro esistenza si cominciò a occuparsene solo quattro anni più tardi MA solo di recente è stata definita una collocazione ritenuta più sicura per la salute pubblica e per l’ambiente, decidendo di trasferirli a poche centinaia di metri in un capannone che è stato attrezzato per accogliere rifiuti radioattivi e che in parte fungerà anche da magazzino….

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo la burocrazia, che non trova il giusto  equilibrio: se è vero che è stato deciso il trasferimento è vero anche che ancora non è stato attuato e a Parona Lomellina, oltre alla #diossina dell’#inceneritore e i #fanghi agli #idrocarburi possiamo aggiungere anche i #rifiuti #radioattivi tra gli ingredienti dei prodotti alimentari tipici locali.

…  e buon appetito a tutti

 

 

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Parona, divieto di consumare uova locali dal 2011

Dal 2011 a #Parona Lomellina è in vigore il DIVIETO di consumare uova e carni  di galline e pollame vario derivanti da allevamenti a conduzione famigliare situati nel territorio del Comune.

Lo scopo è di scongiurare il PERICOLO di assumere alimenti con concentrazioni di #DIOSSINE superiori a quanto previsto dalle normative a tutela #salute dei cittadini.

Le diossine sono sostanze tossiche e cancerogene che provocano linfomi, tumori, malattie tiroidee, endometriosi, diabete, danni al sistema  immunitario, emopoietico e riproduttivo.

Questo divieto è in vigore dal 2011 perché le criticità ambientali locali non sono cambiate da allora e ci domandiamo: quanti cittadini di Parona, ma non solo, ne sono a conoscenza?

L’ordinanza di riferimento la nr 40/2011 del 29/12/2011 che si può consultare sul sito del Comune di Parona al link: https://www.comune.parona.pv.it/it-it/amministrazione/atti-pubblicazioni/ordinanze/2011/

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insufficienza respiratoria e polmonite: fanghi o fantascienza?

Nella bassa bresciana come nel pavese, i fanghi sono di casa…

Ni giorni scorsi due operai sono stati intossicati durante lo spandimento dei fanghi a Gottolengo (BS):  hanno accusato un improvviso malessere con forti giramenti di testa, nausea e  insufficienza respiratoria

Intervenuta la polizia locale  e ARPA non sono state accertate irregolarità

Di poco tempo prima l’allarme POLMONITE batterica – sempre nella bassa bresciana – che i Comuni e i residenti suppongono derivi dai fanghi di defecazione, ma che l’Ats avrebbe escluso dalla lista dei colpevoli dell’epidemia

Queste le conseguenze nell’immediato  dallo spandimento di fanghi su terreni AGRICOLI dove si coltivano mais, barbabietole, cereali e riso : assurdo pensare alle conseguenze successive sulla SALUTE collettiva?

https://www.bresciatoday.it/cronaca/gottolengo-fanghi-defecazione-operai-intossicati.html

 

 

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LINAROLO, 5 ottobre 2018: la locandina e i relatori dell’evento a tema FANGHI

Nella Sala Consiliare G. Falcone di Linarolo (PV) in via S. Leonardo 4 si svolgerà una serata a tema “Fanghi”.

Invitiamo i cittadini a partecipare: parleremo di FANGHI perché tra un ricorso e l’altro sembra si sia perso il punto di vista primario: la tutela della nostra salute e dell’ambiente che ci circonda.

Teniamo alta l’attenzione e non diamoci per vinti, ma soprattutto RifiutiAMOci di SUBIRE passivamente! Combattiamo la cecità istituzionale e la cecità di molti cittadini che ancora giustificano certe politiche scellerate, informandoci e informando.

Parliamo di Fanghi il 5 ottobre ore 21 a Linarolo (PV), partecipiamo numerosi

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Inizio lavori Ecotrass a Mortara

Iniziati anche i lavori per la nuova sede della Ecotrass a #Mortara per il trattamento #FANGHI, sito manifestamente NON voluto dalla cittadinanza, dall’amministrazione locale e dai comitati ambientalisti locali, ma comunque in via di esecuzione. Questo nonostante il ricorso al Tar presentato dal municipio sia ancora pendente (se ne discuterà nel febbraio 2019). NON DIMENTICHIAMO che questo di Mortara sarà il 13esimo impianto autorizzato a produrre fanghi in provincia di #Pavia, territorio che ha il RECORD degli spandimenti, ove vengono sparsi un quinto del totale prodotto a livello NAZIONALE (2 milioni di tonnellate) e la metà dell’intera Lombardia (800 mila tonnellate l’anno)! Ricordiamo anche che i primi cinque centri per spandimenti al momento sono #Gambolò (47.910 tonnellate all’anno), #Mortara (35.398), #Vigevano (31.231), #Garlasco (26.333), #Tromello (25.563).
Siamo i soli a pensare che la CONCENTRAZIONE sia un tantino ECCESSIVA?

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E io pago!

Saranno temporaneamente raccolti a #Corteolona presso il centro A2A Ambiente i #fanghi dei depuratori lombardi che non rispettano i limiti di legge e saranno o utilizzati nei campi AGRICOLI o inceneriti a seconda di come evolverà la giurisprudenza. MA l’aumento dei COSTI che sono preannunciati in entrambe le alternative, dove ricadranno??? sulle bollette dei cittadini ??!! ……..

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il ricatto ?

Non è tardata la reazione delle aziende che lavorano #FANGHI all’accettazione del ricorso al Tar dei comuni dei pavese e lodigiano: hanno annunciato di non ritirare più il materiale dai depuratori con l’evidente obiettivo di far alzare nuovamente i limiti delle sostanze #INQUINANTI consentite. Che sia una conferma che queste aziende miscelino i fanghi dei depuratori civili con quelli industriali – dove sono presenti sostanze inquinanti – per diluirli e smaltirli? nei campi? Teniamo alta l’attenzione e non dimentichiamo che gli inquinanti concentrati nei fanghi FINISCONO NEI TERRENI e quindi nelle COLTIVAZIONI e nella FALDA ACQUIFERA !
E nel mentre che chi di dovere prenda delle sagge decisioni, i fanghi respinti verranno in parte stoccati a #Corteolona, all’ombra dell’inceneritore in mezzo a terreni AGRICOLI

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fermi!

Era settembre dello scorso anno quando la Giunta Maroni approvò la delibera che alzava di 200 VOLTE il limite degli #idrocarburi presenti nei #fanghi utilizzati in agricoltura. A novembre 2017 furono 59 i comuni che fecero #ricorso. Oggi 20 luglio il TAR ha APPROVATO il ricorso dando RAGIONE ai comuni: ora Regione Lombardia dovrà annullare la folle delibera contenendo il rischio di contaminazione #ambientale che causa lo spandimento dei fanghi con quello – conseguente – di contaminazione #alimentare, entrambi PERICOLOSI per la #salute

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