insufficienza respiratoria e polmonite: fanghi o fantascienza?

Nella bassa bresciana come nel pavese, i fanghi sono di casa…

Ni giorni scorsi due operai sono stati intossicati durante lo spandimento dei fanghi a Gottolengo (BS):  hanno accusato un improvviso malessere con forti giramenti di testa, nausea e  insufficienza respiratoria

Intervenuta la polizia locale  e ARPA non sono state accertate irregolarità

Di poco tempo prima l’allarme POLMONITE batterica – sempre nella bassa bresciana – che i Comuni e i residenti suppongono derivi dai fanghi di defecazione, ma che l’Ats avrebbe escluso dalla lista dei colpevoli dell’epidemia

Queste le conseguenze nell’immediato  dallo spandimento di fanghi su terreni AGRICOLI dove si coltivano mais, barbabietole, cereali e riso : assurdo pensare alle conseguenze successive sulla SALUTE collettiva?

https://www.bresciatoday.it/cronaca/gottolengo-fanghi-defecazione-operai-intossicati.html

 

 

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FANGHI e idrocarburi: è un successo?

Partiamo dalle origini:

nel 1992 il limite di IDROCARBURI consentito nei fanghi per NON DANNEGGIARE la SALUTE collettiva era stato di 50 mg per kg di sostanza secca

nel 2017 questo limite fu portato dalla giunta Maroni a a 10.000 mg per kg di sostanza secca (200 volte in più rispetto il valore soglia del 1992).

65 coraggiosi comuni del lodigiano e del pavese fecero ricorso al Tar che nel 2018 diede loro ragione.

Regione Lombardia fece ricorso al ricorso in parallelo allo sciopero delle ditte fanghiste di ritirare il dovuto. La soluzione alternativa individuata di stoccare i fanghi nel sito di Corteolona avrebbe dato autonomia sino a metà novembre

Di questi giorni l’inserimento nel Decreto Genova dell’art 41 che definisce il limite di idrocarburi nel fango NON essicato pari a 1000 mg per kg, che in termini di fango secco diventa 5.000 – 7.000 mg/kg (100 volte in più rispetto il valore soglia del 1992).

Contenti i fanghisti che riprenderanno presto la loro attività, analizzando loro stessi i fanghi da spandere nel terreno.

Meno contenti i comuni che hanno ripreso la lotta a tutela dei SALUTE pubblica in 59.

Ma soprattutto: è stato davvero un SUCCESSO ?

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LINAROLO, 5 ottobre 2018: la locandina e i relatori dell’evento a tema FANGHI

Nella Sala Consiliare G. Falcone di Linarolo (PV) in via S. Leonardo 4 si svolgerà una serata a tema “Fanghi”.

Invitiamo i cittadini a partecipare: parleremo di FANGHI perché tra un ricorso e l’altro sembra si sia perso il punto di vista primario: la tutela della nostra salute e dell’ambiente che ci circonda.

Teniamo alta l’attenzione e non diamoci per vinti, ma soprattutto RifiutiAMOci di SUBIRE passivamente! Combattiamo la cecità istituzionale e la cecità di molti cittadini che ancora giustificano certe politiche scellerate, informandoci e informando.

Parliamo di Fanghi il 5 ottobre ore 21 a Linarolo (PV), partecipiamo numerosi

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Inizio lavori Ecotrass a Mortara

Iniziati anche i lavori per la nuova sede della Ecotrass a #Mortara per il trattamento #FANGHI, sito manifestamente NON voluto dalla cittadinanza, dall’amministrazione locale e dai comitati ambientalisti locali, ma comunque in via di esecuzione. Questo nonostante il ricorso al Tar presentato dal municipio sia ancora pendente (se ne discuterà nel febbraio 2019). NON DIMENTICHIAMO che questo di Mortara sarà il 13esimo impianto autorizzato a produrre fanghi in provincia di #Pavia, territorio che ha il RECORD degli spandimenti, ove vengono sparsi un quinto del totale prodotto a livello NAZIONALE (2 milioni di tonnellate) e la metà dell’intera Lombardia (800 mila tonnellate l’anno)! Ricordiamo anche che i primi cinque centri per spandimenti al momento sono #Gambolò (47.910 tonnellate all’anno), #Mortara (35.398), #Vigevano (31.231), #Garlasco (26.333), #Tromello (25.563).
Siamo i soli a pensare che la CONCENTRAZIONE sia un tantino ECCESSIVA?

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E io pago!

Saranno temporaneamente raccolti a #Corteolona presso il centro A2A Ambiente i #fanghi dei depuratori lombardi che non rispettano i limiti di legge e saranno o utilizzati nei campi AGRICOLI o inceneriti a seconda di come evolverà la giurisprudenza. MA l’aumento dei COSTI che sono preannunciati in entrambe le alternative, dove ricadranno??? sulle bollette dei cittadini ??!! ……..

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time limit

E’ il 20 agosto la data stimata quale termine ultimo di autonomia dei depuratori affinché le normative sui #FANGHI siano modificate a favore delle società che dovrebbero ritirarli e smaltirli secondo canoni di legge, oltre quella data sarà EMERGENZA SANITARIA: un gioco forza delle società fanghiste con Regione Lombardia volto a influenzare le normative a livello nazionale al vaglio in questi giorni? Ricordiamo che il blocco nel ritiro dei fanghi è dovuto alla sentenza del Tar che ha ACCOLTO il RICORSO dei sindaci pavesi e lodigiani contro l’innalzamento di 200 volte del valore limite degli #idrocarburi consentiti, ricorso fatto per TUTELARE la #SALUTE dei loro concittadini. Dall’accoglimento del ricorso al blocco del ritiro il passo è stato immediato.

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ma diamo i numeri?

Diamo i numeri sulla proposta dei valori soglia delle sostanze contenute nei #fanghi con particolare riferimento agli #idrocarburi che la giunta Maroni innalzò di 200volte: era il 1992 quando il limite consentito fu individuato in 50mg per kg di sostanza secca, a TUTELA della #SALUTE pubblica. Questo limite nel 2017 fu portato a 10.000mg per kg di sostanza secca (200 volte in più rispetto il valore soglia del 1992) e di questi giorni la proposta di portarlo a 5.000mg per kg di sostanza secca per venire incontro alle “esigenze” di tutti. Da un innalzamento di 200 volte si dimezza a un innalzamento di 100 volte: è così che si TUTELA la SALUTE pubblica?

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il ricatto ?

Non è tardata la reazione delle aziende che lavorano #FANGHI all’accettazione del ricorso al Tar dei comuni dei pavese e lodigiano: hanno annunciato di non ritirare più il materiale dai depuratori con l’evidente obiettivo di far alzare nuovamente i limiti delle sostanze #INQUINANTI consentite. Che sia una conferma che queste aziende miscelino i fanghi dei depuratori civili con quelli industriali – dove sono presenti sostanze inquinanti – per diluirli e smaltirli? nei campi? Teniamo alta l’attenzione e non dimentichiamo che gli inquinanti concentrati nei fanghi FINISCONO NEI TERRENI e quindi nelle COLTIVAZIONI e nella FALDA ACQUIFERA !
E nel mentre che chi di dovere prenda delle sagge decisioni, i fanghi respinti verranno in parte stoccati a #Corteolona, all’ombra dell’inceneritore in mezzo a terreni AGRICOLI

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fermi!

Era settembre dello scorso anno quando la Giunta Maroni approvò la delibera che alzava di 200 VOLTE il limite degli #idrocarburi presenti nei #fanghi utilizzati in agricoltura. A novembre 2017 furono 59 i comuni che fecero #ricorso. Oggi 20 luglio il TAR ha APPROVATO il ricorso dando RAGIONE ai comuni: ora Regione Lombardia dovrà annullare la folle delibera contenendo il rischio di contaminazione #ambientale che causa lo spandimento dei fanghi con quello – conseguente – di contaminazione #alimentare, entrambi PERICOLOSI per la #salute

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